Better regulation e qualità della normazione: nuova area documentale a cura di Margherita Raveraira
PRESENTAZIONE, (27-12-2006)
La produzione ipertrofica di atti normativi di vario tipo e la loro “cattiva” qualità sono fenomeni che, pur se in varia forma e misura, caratterizzano la generalità degli ordinamenti dei Paesi maggiormente industrializzati. Le conseguenze che ne derivano, in termini di eccesso di carichi “regolativi” (regulatory cost) e di complessità degli adempimenti burocratici (compliance cost) costituiscono fattori negativi, tra i più rilevanti, ai fini della competitività dei sistemi economici e dello sviluppo sociale.
Ciò tanto è vero che, ancor più sotto le spinte della c.d. mondializzazione, la semplificazione e la qualità di norme e regole rappresentano questioni nodali all’attenzione delle agende politiche nazionali ed anche della stessa UE.
Si tratta peraltro di questioni che travalicano gli ambiti di quella che potrebbe essere riduttivamente intesa come una mera “pratica” consistente nell’applicazione di tecniche e metodolologie strumentali per la riduzione del numero degli atti, per la coerenza tra norme, per la redazione di testi non “oscuri” e dunque conoscibili. Infatti, la ricerca del miglioramento della qualità della normazione si estende ben oltre, finendo con il riguardare complesse problematiche di ordine concettuale di non poco conto, a partire da quelle che attengono al proliferare dei soggetti produttori di norme e regole a livello internazionale, sovranazionale e nazionale ed ai conseguenti rapporti di interconnessione e di condizionalità; alla articolazione e pluralità degli interessi (pubblici, privati, di gruppi ed individuali); alle conseguenti profonde trasformazioni degli ordinamenti giuridici statuali e dell’agire pubblico, in vista di un diverso modo di rapportarsi al “privato”, sino alla stessa distinzione tra norme prodotte da fonti del diritto e atti di regolazione intesi in senso stretto, sulla scorta di consolidate esperienze straniere.
A questo scenario vanno allora rapportate le tematiche della qualità della normazione generalmente intesa e, più specificamente, della c.d. better regulation: in esso vanno ricercati gli strumenti più idonei, a seconda delle peculiarità dei singoli sistemi, a favorire scelte razionali attraverso processi decisionali pubblici informati, trasparenti e pertanto “accountable”.
In considerazione della crescente attualità di tali questioni, della loro ampiezza ed articolazione, federalismi.it ha scelto di attivare una nuova area tematica, denominata Better regulation e qualità della normazione, curata dalla Prof. Margherita Raveraira dell’Università di Perugia.
In questo spazio saranno pubblicati contributi di dottrina italiana e straniera, nonché giurisprudenza, legislazione, normativa e documentazione, italiane, europee, internazionali e di altri Paesi.
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