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NUMERO 23 - 03/12/2008

 Il rilievo del diritto internazionale dei diritti umani nell'interpretazione costituzionale

Un ordinamento giuridico di per sé può non garantire, pur nel suo perfetto compimento, il rispetto dei diritti e delle libertà dell’uomo.
Le progressive acquisizioni del costituzionalismo hanno consentito di perfezionare il modello dello stato di diritto contro gli abusi dei pubblici poteri integrandovi il parametro costituzionale ed il parametro democratico. 
L’evoluzione dello stato di diritto in stato costituzionale e democratico di diritto ha caratterizzato l’evoluzione del costituzionalismo consentendo di porre vincoli costituzionali formali e sostanziali all’azione dei poteri pubblici, tra i quali rilevano le formule di governo democratiche ed i diritti e le libertà dell’uomo.
Dopo il tramonto dello stato assoluto, che ha determinato anche la crisi delle letture organicistiche dell’idea di stato, il costituzionalismo si è evoluto sospingendo la diffusione di approfondimenti che non si esaurissero nello studio del solo modello organizzativo delle istituzioni ma prendessero in considerazione l’importanza dei sistemi elettorali per la formazione di parlamenti rappresentativi e la legittimazione di leadership democratiche: fine di questa evoluzione è integrare il popolo nelle scelte politiche e trasfigurarlo da soggetto passivo e politicamente neutrale in titolare della sovranità: il popolo-suddito, organo dello stato, diventa una comunità di uomini e donne capaci di scelte politiche.
L’idea di uno stato giuridicamente fondato sull’origine apolitica del potere si è incrinata a partire dalla rivoluzione francese; si è affievolita nel corso dell’800 con la diffusione del modello della monarchia costituzionale, rappresentativa del modello liberale di stato; si è definitivamente esaurita dopo la prima guerra mondiale, con la progressiva affermazione dei sistemi elettorali a suffragio universale.

(segue)



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