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FOCUS - Human rights N. 2 - 17/05/2013

 Convergenze nelle giurisprudenze sovranazionali europee nelle tutele dei diritti fondamentali

 
Considerazioni a margine della sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee Kadi e Al Barakaat Foundation del 3 settembre 2008 e della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo G.C. Demir e Baykara c. Turchia del 12 novembre 2008

Alla fine del 2008, dopo le evocazioni delle ricorrenze avvenute in corso d’anno in tema di diritti umani, resta un ricordo di sapore celebrativo, inevitabilmente destinato a sfumare nel tempo. Non sfuma, invece, anzi appare più forte, l’esigenza di offrire reale consistenza alle garanzie dei diritti fondamentali, perchè immutato, se non rafforzato, è il bisogno di etica che, sessant’anni fa, costituiva uno dei motivi di ispirazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
La necessità di contenuti sostanziali nella traduzione concreta delle garanzie formali da un lato evoca la costante attività delle giurisprudenze europee sopranazionali in materia di tutela di diritti, dall’altro induce a chiedersi quali prospettive si aprano a quelle funzioni giurisdizionali.
La situazione di stallo del processo delle ratifiche del Protocollo n. 14 – il cui completamento avrebbe potuto costituire un rinnovato e benedicente battesimo del meccanismo di difesa dei diritti della Convenzione europea dopo le modifiche già introdotte dieci anni fa con il Protocollo n. 11 -, le migliaia di richieste di concessione di misure provvisorie pervenute alla Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito Corte EDU) solo nel 2008, i numerosi ricorsi tra Stati cui si aggiungono migliaia di ricorsi individuali che, nella sostanza, riguardano situazioni che chiamano in causa relazioni interstatali costituiscono elementi di un quadro che, se da un lato, assume note preoccupanti, dall’altro evidenzia lo stretto legame che esiste tra tutela dei diritti umani ed esigenza di pace. E’ vero però che questo contesto potrebbe costituire una strettoia per l’attività di difesa di quei diritti da parte delle giurisdizioni europee di Lussemburgo e Strasburgo, così da porre un interrogativo su quale possa esserne il futuro.
E’ nell’auspicio di un nuovo soffio nel vento europeo della difesa dei diritti fondamentali nel XXI secolo la risposta della Presidenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) agli interrogativi sul futuro delle giurisdizioni sopranazionali di Lussemburgo e Strasburgo, in un contesto europeo in cui si incrociano conflitti e istanze di tutela di diritti fondamentali.
Questo nuovo soffio nella difesa dei diritti sembra spingere le due giurisdizioni verso relazioni più strette di quelle finora sperimentate.
La constatazione di interpretazioni evolutive della Convenzione europea effettuate dalla Corte di Strasburgo con riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, talora con cambiamenti di giurisprudenza motivati, rispetto ai precedenti, proprio con riferimento a tale Carta, suggerisce la possibilità di individuare nella relazione tra tutele europee dei diritti fondamentali un punto più avanzato di quello espresso dalla Corte EDU nel 2005 in termini di presunzione di equivalenza. 

(segue)

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Corte di Giustizia, Sentenza In tema di terrorismo internazionale (Cause riunite C-402/05 P e C-415/05 P, Kadi e Al Barakaat Foundation)

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Corte dei diritti dell'Uomo, Sentenza In tema di diritto dei pubblici funzionari a concludere contratti collettivi (Demir Baykara c. Turchia)

+ Renzo Dickmann,  Per una dimensione costituzionale universale della tutela dei diritti e delle libertà
+ Renzo Dickmann, Il rilievo del diritto internazionale dei diritti umani nell'interpretazione costituzionale



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