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NUMERO 2 - 28/01/2009

 L’insediamento di Barack Obama. Brevi note a caldo a margine dell’Inaugural Address del 20 gennaio

L’insediamento di un nuovo Presidente è certamente uno dei momenti più sacri nella vita politica statunitense: uno di quei momenti nei quali più fortemente si manifesta quella profonda religiosità civile, non razionalista ma tradizionalista, miscuglio inatteso e, per noi Europei incomprensibile, di fede e laicità, di cui si sostanzia il cuore stesso della più grande democrazia dell’Occidente.
Di tali cerimonie, se il giuramento è il momento più ufficiale (anche se questa volta un poco ammorbidito per gli errori prima di Obama e poi del Chief Justice Roberts), è senz’altro l’inaugural address quello destinato a passare alla storia. Da Washington (primo mandato) a Kennedy, da Lincoln (secondo mandato) a F.D. Roosevelt (primo mandato), sono molti gli address le cui parole sono ancora stampate nelle nostre menti e sui marmi delle città americane: così per il celeberrimo “Ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country”, come per l’ancor più celebre “With malice toward none, with charity for all, with firmness in the right as God gives us to see the right, let us strive on to finish the work we are in; to bind up the nation's wounds; to care for him who shall have borne the battle, and for his widow and his orphan - to do all which may achieve and cherish a just and lasting peace, among ourselves, and with all nations”, intagliato nel Lincoln Memorial, al fondo del National Mall di Washington D.C.
Messo a confronto con simili, celebri testi, è parso a molti che il discorso di insediamento pronunciato da Barack Obama, da ieri a mezzogiorno 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, sia stato in fondo piuttosto sottotono: un fatto tanto più anomalo se si considera la fama di grande oratore di cui gode da sempre l’ex senatore (taluni dei cui discorsi sono citati come esempi di maestria nel campo: da quello alla Democratic National Convention del 2004 a quello sulla razza del marzo 2008, da quello di accettazione della candidatura a quello di Grant Park a Chicago, la sera della vittoria).


+ Discorso di insediamento del 44° Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama TESTO - VIDEO



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