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FOCUS - Human rights N. 2 - 17/05/2013

 La Corte Europea dei diritti dell'uomo si pronuncia sull'autodichia delle Camere (sintesi della sent. n. 14/2009 della CEDU – ricorsi 17214/05, 20329/05, 42113/05)

La decisione (arrêt) n. 14/09 della Corte europea dei diritti dell’uomo, depositata il 28 aprile 2009, definisce tre ricorsi che lamentavano la violazione della Convenzione europea dei diritti umani in riferimento alla giurisdizione interna della Camera dei deputati. I ricorsi asseriscono la violazione dell’articolo 6, § 1, della Convenzione, nella parte in cui prevede il diritto di ogni persona di essere giudicata “equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente ed imparziale, costituito per legge (…)”. Le loro argomentazioni poggiano sull’asserita illegittimità del diniego della tutela giurisdizionale esterna per controversie concernenti i dipendenti e gli aspiranti all’impiego alla Camera, nonché sull’asserita carenza di terzietà dell’organo giurisdizionale interno che giudica in grado d’appello.
In Italia le Camere del Parlamento sono infatti dotate ciascuna di un sistema di giurisdizione interna. Per antica tradizione, nel passato condivisa dalla maggior parte dei Parlamenti di democrazia classica, ad essa sono devolute le controversie in materia di personale, incluse quelle relative alle procedure di reclutamento, nonché – con estensione più recente – quelle in materia di contratti, pubbliche gare ed altri provvedimenti delle amministrazioni parlamentari. Analoghe giurisdizioni interne sono istituite presso la Presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale. Il fondamento di tale giurisdizione domestica, che non deriva da norme costituzionali espresse, è rinvenuto nella indipendenza guarentigiata delle Assemblee legislative rispetto ad ogni altro potere dello Stato, considerata coessenziale alle forme di governo caratterizzate, come quella italiana, dal regime parlamentare. La fondatezza di questa ricostruzione, e conseguentemente della legittimità dell’autodichìa delle Camere, è riconosciuta sulla base della giurisprudenza costituzionale in materia di insindacabilità degli atti di autonomia normativa delle Camere stesse. Tra le varie pronunce assume particolare rilievo la sent. della Corte costituzionale n. 154 del 1985, che concerne appunto una fattispecie di autodichìa.

+Corte dei diritti dell'Uomo, Sentenza 14/2009, In tema di violazione dell'art. 6 CEDU, diritto di accesso ad un tribunale (Savino e altri c. Italia) - ric. n.17214/05, 20329/05, 42113/04

(segue)



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