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NUMERO 11 - 03/06/2009

 Le province al voto. Appunti elettorali su candidati, liste ed alleanze nel primo turno di amministrative

Bisognerà pure abolirle, ma intanto la vita istituzionale delle province va avanti e il prossimo 6 e 7 giugno 29.940.151 elettori sono chiamati a votare per il rinnovo dei consigli provinciali e l’elezione dei presidenti di ben 62 province sparse in 16 regioni.
Si voterà principalmente al centro nord: in Lombardia si va al voto in 9 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza, Sondrio); in Piemonte in 6 (Alessandria Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania); in Veneto 5 (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Verona). L’Emilia Romagna vede interessate 8 province su 9 (tutte tranne Ravenna), la Toscana 8 su 10 (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena). C’è poi da rinnovare completamente le amministrazione delle quattro province abruzzesi (anche se a L’Aquila si voterà in autunno), le due dell’Umbria e le due della Basilicata e tutte le province pugliesi, tranne Foggia. Concludono il quadro Pordenone, Savona, Cosenza, Crotone, Frosinone, Latina, Rieti, Isernia, Avellino, Salerno e Napoli.
Si parte da un forte vantaggio del centrosinistra che governa attualmente 50 delle 63 province al voto; 8 sono invece amministrate dal centrodestra, mentre una, Sondrio, è governata dalla Lega.
In tre casi, invece, non ci sono giunte uscenti: si tratta delle province di Monza Brianza, Barletta-Andria-Trani e Fermo istituite l’11 giugno 2004 e che ora per la prima volta eleggono i propri organi istituzionali.
In considerazione del gran numero di cittadini chiamati alle urne, è evidente che la tornata elettorale per le amministrative ha un interesse politico nazionale forte e diversi sono gli spunti di riflessione offerti dalle candidature e dalle alleanze, anche se va sottolineato che l’accorpamento con le elezioni europee sta penalizzando molto - dal punto di vista mediatico - le consultazioni amministrative e che, per di più, le provinciali ‘soffrono il predominio’ delle elezioni comunali (in molte città infatti in cui si vota per la provincia si vota anche per il sindaco e per il consiglio comunale). 
(segue)



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