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NUMERO 14 - 15/07/2009

 L'analisi di impatto della regolazione: origini e tendenze recenti

Nell’ambito delle politiche di better regulation e di economia normativa, autonoma rilevanza riveste l’Analisi di impatto della regolazione (AIR).
Sorta negli anni Settanta negli Stati Uniti in relazione all’esercizio di poteri regolatori da parte delle agenzie indipendenti dell’executive branch e radicatasi negli anni Ottanta nel Regno Unito al fine di limitare la regulation della libera iniziativa dei cittadini e delle imprese e ingenerare processi virtuosi di accountabilty, l’analisi di impatto della regolamentazione giunge nell’Europa continentale negli anni Novanta. L’impulso è dato dall’OCSE che nel 1997, in attuazione della raccomandazione del Consiglio della medesima Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, predispone un rapporto sulla riforma della regolazione intitolato Regulatory Impact Analysis: best practices in OECD countries.
La storia dell’AIR in Italia risale all’art. 5 della più recente legge n. 50/1999 che prevede, a titolo sperimentale, l’analisi d’impatto degli atti normativi del Governo, nonché dei regolamenti ministeriali ed interministeriali.
L’AIR consiste, in nuce, in un insieme di attività di analisi finalizzate alla razionalizzazione dei processi decisionali che le amministrazioni realizzano nel corso della formulazione di atti di regolazione, rivestano o meno, questi ultimi, carattere normativo.

(segue)



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