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NUMERO 16 - 26/08/2009

 Dopo il Lazio e l'Abruzzo, anche la Campania e il Molise (forse la Calabria). Una sanità commissariata come soluzione per i danni prodotti dai governi regionali

Il Governo ha commissariato la Regione Campania e quella del Molise, affidando la gestione “speciale” della sanità ai loro Presidenti di Giunta, che saranno assistiti, nell’esercizio delle neo-funzioni di risultato attribuite loro, da sub-commissari estranei alla medesima amministrazione. I due provvedimenti governativi (delibere adottate dal Consiglio dei Ministri il 28 luglio 2009) non appaiono, ad una prima lettura, sindacabili sotto il profilo della costituzionalità, riferita ai principi sanciti dalla Carta, rinvenibili nel novellato articolo 120, comma 2, della Costituzione, che ha trovato attuazione nell’articolo 8, comma 1, della legge n. 131/03, la c.d. “La Loggia”, e ulteriore disciplina specifica nella Finanziaria 2005 e successive, nonché nell’articolo 4 del decreto legge n. 159/07, convertito nella legge n. 64 dello stesso anno, modificato dalla legge di conversione (n. 189/08) del decreto legge n. 154/08.
E’ ovvio che l’anzidetta ritenuta conformità costituzionale di entrambi i provvedimenti amministrativi è da ritenersi riferita al ricorso da parte dell’Esecutivo al potere sostitutivo degli organi regionali a causa di una loro inattività specifica. Una scelta frequentabile allorquando - così come sembra essere stato accertato nei casi di specie - venga messa in pericolo, per le reiterate inadempienze delle Regioni interessate, “la tutela [……] dell’unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali concernenti i diritti civili e sociali”, più precisamente l’esigibilità del diritto alla Salute da parte dei loro cittadini.
Qualche dubbio, tuttavia, residua in riferimento all’ossequio del principio della leale collaborazione (sempre insinuato nel suddetto comma 2 dell’articolo 120 della Costituzione) che dovrebbe, in ogni caso, presiedere nell’intrattenimento dei rapporti istituzionali tra Stato e Regioni, sì da evitare ogni inutile e perniciosa incomprensione nell’assumere provvedimenti di carattere legislativo e amministrativo.

(segue)

+ Delibera del Consiglio dei Ministri relativa al commissariamento della Regione Campania



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