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FOCUS - Autonomie Funzionali N. 0 - 16/12/2009

 Il seguito (normativo ed amministrativo) alla sentenza della Corte costituzionale 5 novembre 2007, n. 374

La sentenza della Corte costituzionale del 5 novembre 2007, n. 374, con cui la Corte ha dichiarato che non spetta “allo Stato, e per esso al Ministero dello sviluppo economico, decidere, ai sensi dell'art. 6 del decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 24 luglio 1996, n. 501 (Regolamento di attuazione dell'art. 12, comma 3, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, recante riordino delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura), i ricorsi proposti avverso le determinazioni del Presidente della Giunta regionale di cui all'art. 5 del medesimo decreto ministeriale”; e per l’effetto ha annullato: “il decreto del Ministero dello sviluppo economico - Direzione generale per il commercio, le assicurazioni e i servizi 27 febbraio 2007, con il quale è stato deciso il ricorso proposto dalla Confcommercio della Provincia di Imperia e dalla Confesercenti della Provincia di Imperia avverso il decreto del Presidente della Regione Liguria 27 ottobre 2006, n. 64”, pone la ineludibile questione circa gli effetti del decisum sul sistema camerale e sulle regole adesso applicabili per le questioni che insorgono nella composizione del consiglio camerale.
Al fine di comprendere la portata e le conseguenze, immediate e non, della decisione della Consulta sulla specifica disciplina di settore – che rileva in concreto ai fini della sentenza in esame – si impone una ricostruzione dei passaggi logico-giuridici ed una conseguente analisi delle motivazioni della sentenza...
(segue)



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