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NUMERO 25 - 30/12/2009

 Basescu vince le presidenziali e richiama al governo Boc. Riflessioni sulla crisi politico-istituzionale in Romania.

La Romania, a venti anni dalla caduta di Ceausescu e dalla fine del comunismo (ricorrenza che cade in questi giorni), ha vissuto forse il momento più difficile della sua recente storia democratica. Con un governo sfiduciato in Parlamento da oltre due mesi, in grado esclusivamente di provvedere al disbrigo degli affari correnti, e con una guerra guerreggiata tra i principali partiti dell’arco parlamentare, è stato necessario l’intervento della Corte costituzionale per chiudere la partita delle elezioni presidenziali; le prime dopo l’entrata in vigore della riforma costituzionale del 2003. La Corte, con una pronuncia del 14 dicembre, ha confermato il verdetto delle urne sancendo ufficialmente la rielezione del presidente uscente Traian Băsescu, espressione del centrodestra e vincitore del ballottaggio con il 50.37% dei consensi. Ci sono voluti quindi quasi dieci giorni per stabilire con certezza quale fosse il vincitore del secondo turno, tenutosi il 6 dicembre. Lo sconfitto, l’ex ministro degli Esteri socialdemocratico e attuale Presidente del Senato, Mircea Geoanӑ, battuto di soli 70 mila voti, aveva presentato infatti un ricorso denunciando numerosi brogli e irregolarità che avrebbero inficiato la legittimità e il corretto svolgimento del voto.... (continua)

 
 
 



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