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NUMERO 1 - 13/01/2010

 La piramide dell'arroganza. Una riflessione sui fatti di Rosarno.

I fatti di Rosarno hanno inaspettatamente occupato per alcuni giorni le prime pagine dei media nazionali, descrivendo o mandando in onda le immagini prima di una rivolta dei raccoglitori di arance, tecnicamente per lo più “lavoratori extracomunitari stagionali” che reagivano al ferimento di tre loro “colleghi” quindi quelle della reazione degli abitanti della cittadina calabrese. E tale reazione, a più riprese, si è trasformata in una vergognosa caccia all’immigrato, immediatamente visibile dallo stigma del colore della pelle. La sorpresa sta nel fatto che già negli ultimi anni vicende simili erano accadute senza che venisse accordata loro una simile attenzione: come, per esempio, nel dicembre del 2008 quando al ferimento di altri lavoratori migranti erano succeduti fatti analoghi a quelli ai quali abbiamo appena assistito. D’altra parte, difficilmente si può sostenere che le istituzioni, a livello tanto statale che regionale, siano state colte da sorpresa, atteso che le condizioni inumane a cui sono stati costretti i lavoratori migranti della Piana di Gioia Tauro sono note da tempo tanto da essere tragicamente assurte a “emergenza umanitaria permanente”... (segue)



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