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FOCUS - Africa N. 0 - 05/07/2013

 Sudan. Guerre civili, crisi umanitarie e petrolio. Il più caro alleato cinese in Africa.

Venticinque milioni di abitanti,seicento gruppi etnici, cento lingue differenti sono solo alcune delle cifre che contribuiscono a dipingere quel composito mosaico che è, ancora oggi, uno dei teatri più sanguinosi dell'Africa; il Sudan. A causa dei continui tentativi di sudanizzare e islamizzare la popolazione da parte dei vari governi legittimi o giunte militari succedutesi al potere nel corso degli anni, le tensioni tra il Nord, musulmano, ed il Sud, cristiano animista, del paese non si sono mai placate. La fine della seconda guerra civile, scoppiata negli anni 80, con il conseguente processo di pace firmato nel 2005, lascia però spazio a pur caute speranze nella normalizzazione dei rapporti. Il Sudan ottiene visibilità internazionale anche dalla cruenta catastrofe umanitaria che ha coinvolto la regione del Darfur, crisi che ha coinvolto l'intera regione con la morte di migliaia di individui e la fuga di centinaia di migliaia di profughi nel vicino Ciad. La Comunità Internazionale, obbligata a reagire, ha deciso di operare con modalità assai inefficaci, dapprima con una commissione di inchiesta, che ha qualificato la situazione come priva dei requisiti per essere classificata genocidio, poi attraverso il dispiegamento di forze di interposizione nel vicino Ciad e, da ultimo, attivando la Corte penale internazionale, organismo del quale il governo di Khartoum non è membro, contro il presidente Bashir... (segue)



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