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FOCUS - Human rights N. 2 - 17/05/2013

 A proposito della sentenza CEDU sull'autodichia: le decisioni più radicali sono lasciate all'ordinamento nazionale.

La seconda sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo, con la decisione del 28 aprile 2009, Savino e altri c. Italia (Ricorsi n.17214/05, n.20329/05, n.42113/04), divenuta definitiva il successivo 28 luglio, ha affrontato per la prima volta la questione della conformità di un sistema parlamentare di autodichia rispetto al diritto ad un processo equo (art.6 CEDU). Nel caso di specie il sistema preso in esame dalla Corte europea è quello in vigore presso la Camera dei deputati. Più precisamente, i tre ricorsi oggetto del giudizio riguardano le controversie con il personale dipendente e quelle relative alle procedure di reclutamento del personale, che sono disciplinate da uno dei regolamenti “minori” della Camera (il Regolamento per la tutela giurisdizionale dei dipendenti, approvato nel 1988 dall’Ufficio di Presidenza ai sensi dell’art.12, 3°co. lett.f), e 6°co., del Regolamento “maggiore”)... (segue)

 
 



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