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NUMERO 11 - 02/06/2010

 Soppressione di province e manovra finanziaria. Profili politici, costituzionali, sociali e storici di un errore sventato

La vicenda assolutamente paradossale alla quale si è assistito nel corso degli ultimi giorni in merito alla questione della soppressione delle cosiddette mini-province - soppressione che era contenuta nella prima stesura della manovra finanziaria del governo e che è stata successivamente eliminata dal provvedimento - merita di essere analizzata perché palesa molti dei profili sulla base dei quali occorrerebbe ripensare completamente il tema dell’abolizione dell’ente locale intermedio ed impostarlo in modo totalmente diverso da quanto non si stia facendo.
Le cronache raccontano che nella prima bozza di manovra economica, annunciata dopo la riunione del Consiglio dei ministri che si è tenuta lo scorso 25 maggio, tra i vari provvedimenti a carico degli enti territoriali, vi sarebbe stata anche la previsione della soppressione delle Province con un numero di abitanti inferiori ai 220 mila, eccezion fatta per quelle che confinano con Stati esteri e per quelle delle Regioni a Statuto speciale. Sulla base di tali scarne indicazioni, gli organi di informazione si sono subito attivati per individuare quali enti effettivamente ricadessero sotto questa fattispecie, fornendo elenchi non sempre concordi, soprattutto a causa del fatto che l’esecutivo non aveva specificato, in quella prima... (segue)



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