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NUMERO 18 - 06/10/2010

 I cinque insegnamenti di Blair

Quali sono i principali insegnamenti che si ricavano dall’autobiografia di Tony Blair, al di là di quanto già raccontato dai media? Il primo è l’equilibrio istituzionale tra il collegio uninominale e il legame diretto tra elettori e Premier, due elementi assolutamente complementari. Non a caso il testo si apre col ringraziamento ai membri del Labour Party del collegio di Sedgefield e più avanti si dice: “Il nostro sistema parlamentare ha una sua peculiarità, in quanto prevede che il primo ministro sia un membro del parlamento con un collegio, come qualsiasi altro candidato”. Contestualmente, però, Blair afferma che negli anni precedenti “I partiti erano ancora importanti, ma via via che la fedeltà allo schieramento diminuiva, la figura del leader assumeva sempre più importanza”.
In secondo luogo, dentro le istituzioni, è evidente la linea divisoria tra il continuum maggioranza-Governo e il ruolo di controllo dell’Opposizione ufficiale e delle altre minoranze. Il primo aspetto fa sì che, anche se vi possono essere vari dissensi di singoli parlamentari, in un sistema elettorale che di norma garantisce maggioranze ampie le sconfitte siamo rarissime. Solo nel novembre 2005, dopo ben otto anni, c’è infatti la prima di esse. Il secondo aspetto è visibile nell’importanza del question time che ricorre in vari momenti con vari episodi angoscianti e che è così spiegata nel suo complesso... (segue)



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