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NUMERO 20 - 03/11/2010

 La democrazia regionale piemontese dopo quarant’anni

Signori Presidenti, Consiglieri e Assessori, Rappresentanti delle autorità locali e statali
e cari concittadini,
siamo uniti per rendere onore a un’istituzione che merita fedeltà perché è una parte della Repubblica e appartiene al popolo. Da quando l’Italia è una Repubblica democratica, la sua Costituzione riconosce il Piemonte come una Regione autonoma che solo a seguito delle regioni speciali si è costituita all’interno dell’unità e indivisibilità di questa Repubblica italiana.
La Costituzione e lo Statuto sono sintonizzati in perfetta armonia su questo comune principio dell’autonomia che presuppone anche quello della sussidiarietà. Il Piemonte non è una Repubblica federata, né l’Italia una Repubblica federale. Eppure, l’autonomia della Regione è un principio del diritto pubblico che legittima e premia quelle forme di federalismo politico che contribuiscono a mantenere, anche in modalità conflittuali, unita e indivisibile una Repubblica democratica. L’autonomia della Regione Piemonte non è il diritto soggettivo di una nazione o di un popolo piemontese, ma il diritto insieme soggettivo e oggettivo di una comunità politica che si è costituita per volontà della Costituzione.
La Repubblica si è fondata sui principi fondamentali della Costituzione che chiede di dare forme e limiti alla sovranità popolare (art. 1), di garantire i diritti dell’uomo (art. 2), di rimuovere gli ostacoli sociali alla libertà e all’eguaglianza dei cittadini (art. 3), di promuovere l’effettività del diritto al lavoro in tutte le sue forme (4) e di “riconoscere e promuovere le autonomie locali” (art. 5), tutto questo, e soprattutto l’ultimo, anche per il mezzo della Regione Piemonte...
(segue)



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