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NUMERO 21 - 17/11/2010

 I criteri per l'applicazione e la determinazione delle sanzioni antitrust

La potestà sanzionatoria riveste nell’ambito della funzione di vigilanza dell’AGCM un ruolo assolutamente primario. La realtà dimostra purtroppo con sempre maggiore evidenza che l’effettività di un precetto è garantita soltanto attraverso un adeguato sistema sanzionatorio: la stretta correlazione precetto – sanzione (sulla quale si sono tradizionalmente cimentati i filosofi e gli studiosi della teoria generale del diritto, prima ancora che i nostri maestri delle specifiche branche della scienza giuridica) è stata del resto più volte sottolineata dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria, espressamente richiamando la necessità che, in caso di violazione del diritto dell’Unione, gli ordinamenti nazionali prevedano l’applicazione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.
La rilevanza del momento sanzionatorio quale indispensabile effetto dissuasivo dei comportamenti antigiuridici ha trovato recente conferma nell’introduzione delle “sanzioni alternative” come strumento di reazione alla violazione delle norme nazionali ed europee sull’evidenza pubblica e, de iure condendo, nell’espressa previsione di pene economiche come conseguenza dell’inottemperanza alle pronunce giurisdizionali, mentre sembra appena il caso di ricordare che lo stesso principio di ragionevole durata del processo ha assunto reale valore precettivo soltanto a seguito della c.d. legge Pinto, che opera alla stregua di valido deterrente ai ritardi processuali... (segue)
 



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