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NUMERO 22 - 01/12/2010

 Il Presidente della Repubblica nell'evoluzione della forma di governo: i poteri di nomina e di scioglimento delle Camere

Come è ben noto, le norme costituzionali in tema di nomina del Governo e di scioglimento delle Camere (o anche di una sola di esse, come è stato recentemente sottolineato!) sono estremamente scarne. Eppure, pur nel fascino indubbio che esercitano anche sui costitituzionalisti le ricostruzioni storiche e politologiche, e tenuta ferma l'utilità ricostruttiva (ma non deontologica) della letteratura cronachistica, è proprio da tali norme, interpretate sistematicamente e nella loro connessione oggettiva, sempre tenendo presente i dati ricavabili dai lavori preparatori (e, in particolare, l'ordine del giorno Perassi circa la scelta della forma di governo parlamentare, quale sistema più adatto all'Italia rispetto al tipo di governo presidenziale e a quello direttoriale) e dalla realtà fattuale, che dobbiamo trarre indicazioni circa quell'area di doverosità che sussiste nei rapporti politici e istituzionali, i quali, in parte, sono modulati da prassi e convenzioni, in parte, tuttavia, rispondono direttamente a norme costituzionali che richiedono di essere doverosamente rispettate.
Ed è proprio nell'individuazione del rapporto tra essere e dover essere che si creano, nel diritto costituzionale, i più gravi e pericolosi corti circuiti interpretativi, le più gravi dissociazioni tra gli attori costituzionali. E ciò tanto più in una fase di transizione, se non di vera e propria crisi di sistema, quale quella che il Paese attraversa ormai dagli inizi degli anni '90... (segue)



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