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NUMERO 23 - 15/12/2010

 Dall’incertezza da evitare all’incertezza da scegliere: la ormai conclusa vicenda del decreto-legge “salva liste”

Il 5 marzo 2010, convocato d’urgenza in tarda serata, il Consiglio dei Ministri ha adottato il decreto-legge n. 29 del 2010 recante “Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione”, in ragione del fatto che, nei giorni precedenti, si era assistito alla esclusione dalla competizione elettorale regionale di alcune candidature.
            In particolare, l’intervento del Governo era teso ad ammettere alla competizione del 28 e 29 marzo 2010 la lista regionale (il “listino”) del Presidente Formigoni e la lista circoscrizionale del Pdl nella circoscrizione della provincia di Roma, esclusi dai rispettivi Uffici centrali.
            Con riferimento al primo caso di esclusione, la documentazione presentata dal Presidente uscente lombardo era stata dichiarata incompleta dall’Ufficio centrale regionale nella misura in cui alcune delle sottoscrizioni degli elettori sarebbero state non valide; si trattava, nello specifico, di casi quali la presunta mancanza del luogo di autenticazione, piuttosto che di erronea collocazione del timbro.
            Per il Lazio, invece, la questione era caratterizzata dal fatto che i rappresentati di lista del Pdl non erano di fatto riusciti a presentare la lista prima delle ore 12 del giorno previsto per la scadenza (27 febbraio) in ragione di vicende ormai quasi completamente chiarite dal giudice amministrativo (i rappresentati della lista invocarono l’impedimento da terzi, mentre per altri si sarebbe semplicemente trattato del loro ritardo) .
            Di fronte a questa situazione, davanti ai dinieghi da parte degli uffici elettorali, in pendenza dei ricorsi innanzi al giudice amministrativo, c’è stato l’intervento normativo del Governo teso espressamente a sanare l’esclusione con norme ad hoc...
(segue)
 



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