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NUMERO 24 - 29/12/2010

 La tutela risarcitoria 'oltre il codice'

Un Codice nato in attuazione di una delega sorta quasi per caso, nell’ambito di una manovra di stampo economico e per opera di “anonimi redattori”, e caratterizzato soprattutto dai tagli apportati da un “anonimo sforbiciatore” operante presso il Ministero dell’economia, sta suscitando ampio interesse tra gli operatori e la dottrina. I primi commentatori appaiono sostanzialmente divisi in due schieramenti: da una parte vi è chi sostiene il carattere storico ed epocale della novità e dall’altra chi, più modestamente, pone in evidenza la continuità con la tradizione e la perdita di un’importante occasione di ammodernamento degli strumenti di giustizia ammonistrativa. La presente relazione non intende collocarsi in tale prospettiva di indagine, quanto interrogarsi, con specifico riferimento ad una tematica centrale quale quella del risarcimento, su ciò che sta dentro al codice e ciò che invece si può ipotizzare ne resti fuori. La dicotomia dentro-fuori, come tutte le coppie concettuali, appare infatti in grado di semplificare il discorso e si presta ad essere una utile bussola per il nostro cammino verso la comprensione dell’ambito di efficacia del nuovo quadro normativo e la possibile risoluzione di alcuni problemi applicativi. Una prospettiva “dal di fuori”, esclusa ogni valenza polemica o valoriale a tale opzione (come meglio si chiarirà infra), consente altresì di non incagliarsi nelle secche ideologiche che circondano il nuovo tessuto normativo e di guadagnare una capacità di analisi forse più laica e piana di certi segmenti di tutela... (segue)

 



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