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NUMERO 4 - 23/02/2011

 Intangibilità delle frontiere e protezione dei legami familiari del minore straniero. Contrasti interpretativi e approdi giurisprudenziali.

In Europa il contrasto dell’immigrazione irregolare impegna ormai da molti anni gli stati occidentali. Il progressivo intensificarsi, per frequenza e consistenza, dei flussi migratori, provenienti soprattutto dall’Europa centro-orientale e dal nord Africa, ha indotto i legislatori nazionali – incluso il legislatore italiano – a predisporre politiche e misure dirette a garantire la sicurezza delle frontiere e ad impedire ingressi incontrollati, fatto salvo il riconoscimento del diritto di asilo. A questo proposito, occorre tenere presente, da un punto di vista costituzionale, che “fenomeni di questa natura e di questa entità non possono essere fronteggiati con i soli strumenti della polizia di sicurezza, tanto meno con gli strumenti del diritto penale, quasi si trattasse esclusivamente o primariamente di questioni di ordine pubblico … Una seria politica dell’immigrazione, costituzionalmente orientata, non può ignorare il fatto che ci si trova di fronte a fenomeni di massa non evitabili, in cui si manifesta peraltro l’esercizio da parte di milioni di esseri umani di una libertà (la libertà di emigrare) che le convenzioni internazionali riconoscono come diritto fondamentale, e che la nostra stessa Costituzione protegge in capo ai cittadini” e, ancora, va considerato che “[n]on c’è solo il dovere di garantire … 

(segue)



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