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NUMERO 8 - 20/04/2011

 La determinazione dei fabbisogni standard degli enti territoriali: un elemento di incertezza nella via italiana al federalismo fiscale

A leggere i lavori preparatori della legge 5 maggio 2009, n. 42, recante “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, il passaggio dal criterio della spesa storica a quello dei costi standard nelle modalità di finanziamento delle funzioni degli enti territoriali costituisce indubbiamente uno degli aspetti maggiormente rilevanti e condivisi dell’intero disegno di riforma. Sin dall'avvio dei lavori, nell'iter parlamentare del disegno di legge presentato dal Governo, quantomeno su questo specifico obiettivo, si è infatti registrata una larga convergenza delle forze politiche rappresentate in Parlamento. In senso analogo, si sono manifestate pressanti sollecitazioni anche da parte di ulteriori soggetti istituzionali, nazionali e sovranazionali (associazioni di rappresentanza delle autonomie territoriali, Confindustria, associazioni di categoria, Unione europea, istituzioni globali), a vario titolo interessati ad incorporare criteri di efficienza nel processo di riallocazione delle risorse tra le autonomie infrastatuali, specie alla luce della penetrante crisi economico-finanziaria degli ultimi anni.
Il passaggio ai costi standard nel calcolo della spesa a copertura dei servizi e delle prestazioni erogate dalla mano pubblica rappresenta quindi uno degli aspetti fondamentali dell'approccio riformatore espresso in questo contesto, che, nell'ordinamento italiano, si è concretizzato nella legge n. 42 del 2009... (segue) 



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