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NUMERO 16 - 24/08/2011

 Il decreto-legge n. 138 del 2011: riuscirà la Costituzione a garantire l'autonomia di Regioni e Comuni?

Da una prima lettura delle norme del decreto-legge 13 agosto 2011 n. 138 che riguardano gli enti territoriali emerge la conferma di un approccio teso al “contenimento” dell’autonomia di Comuni, Province e Regioni divenuto oramai un vero e proprio filo rosso che tiene insieme, permettendone una lettura complessiva, le misure adottate dal legislatore statale negli ultimi tre anni. Dall’inizio della legislatura ad oggi, allorché nelle diverse occasioni è stato necessario ridurre la spesa pubblica, lo Stato ha senza dubbio insistito sul contenimento della spesa degli enti autonomi tant’è che, come notato dalla dottrina, lo stesso processo di attuazione dell’art. 119 della Costituzione si sta definendo come un tentativo di costruire un efficace sistema di controllo della spesa pubblica piuttosto che come un nuovo strumento di sviluppo dell’autonomia finanziaria locale e regionale.  Le norme contenute nel recente decreto-legge recante “ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” devono essere lette in questo contesto di stringente e crescente necessità di contenere le voci di spesa; un’esigenza tanto “prioritaria” da giustificare l’impiego dello strumento del decreto-legge e talmente “preminente” da porre alcune delle norme primarie (segue)



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