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NUMERO 16 - 24/08/2011

 Quando lo slogan prevale: brevi considerazioni sulla riduzione delle Province

L’art. 15 del decreto che il Governo ha emanato per fare fronte alla crisi economica è rubricato “Soppressione di Province e dimezzamento dei consiglieri e assessori”; esso è ricompreso nel titolo IV del decreto e rientra nelle misure volte alla riduzione dei costi degli apparati istituzionali. Che una norma di questo tipo sia stata inserita nella manovra non stupisce più di tanto. La soppressione (o quanto meno la riduzione) delle Province è ormai da anni un leit motiv della politica italiana1; o meglio è uno slogan sbandierato a più riprese non tanto e non solo da alcune forza politiche, quanto, soprattutto, a livello mediatico (noti editorialisti di quotidiani con tirature elevate continuano a proporre la misura come panacea di (quasi) tutti i mali). Le motivazioni sono chiare: sull’opinione pubblica fa evidentemente presa sostenere che le Province sono enti inutili, che costituiscono solamente una spesa e che pertanto il loro mantenimento in vita rappresenta nulla di più che l’ennesima concessione alla “casta”. E tuttavia esiste un livello di approfondimento nell’analisi delle problematiche relative a questo tema che va (e deve andare) oltre la mera lettura superficiale; e se un approccio più meditato non è obbligato per chi scrive editoriali, sarebbe invece opportuno che fosse tenuto presente dalla politica, soprattutto quando si trova ad affrontare momenti di eccezionale gravità quale quello presente. (segue)



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