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NUMERO 18 - 21/09/2011

 La Giustizia costituzionale in trasformazione: la Corte tra giudice dei diritti e giudice dei conflitti

Quando mi è stato rivolto l’invito a partecipare a questo convegno – invito di cui sono molto grato – mi sono chiesto quale contributo avrei potuto mai dare ad una discussione sul ruolo oggi assunto dalla Corte costituzionale, non essendo io né un componente di quella corte né uno studioso del diritto costituzionale. La sola risposta ragionevole mi è parsa quella di far leva sulla mia esperienza di consigliere della Corte di cassazione per trarre da essa qualche breve riflessione sul modo in cui le due corti reciprocamente si influenzano. Ed è quanto mi accingo a fare.
La distinzione tra le funzioni della Corte costituzionale e della Corte di cassazione è, almeno apparentemente, assai chiara: l’una è giudice delle leggi, l’altra giudice dei diritti, l’una opera in una prospettiva di diritto rigorosamente oggettivo, l’altra nell’opposta prospettiva del diritto dei soggetti che agiscono o si difendono in giudizio. Ma, a pensarci bene, le cose non stanno sempre in modo così semplice.
Ogni giudice ordinario, e quindi anche la Corte di cassazione, è soggetto (soltanto) alla legge, come predica il capoverso dell’art. 101 cost. La legge – si è detto sovente ed è stato da ultimo... (segue)



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