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NUMERO 2 - 25/01/2012

 C'è spazio anche in Italia per una concezione 'culturalista' della cittadinanza? Brevi profili comparatistici e spunti di riflessione in vista di una revisione della legislazione nazionale

«Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un'autentica follia, un'assurdità. I bambini hanno questa aspirazione». Con queste parole, pronunciate dal Presidente Napolitano lo scorso 22 novembre, la questione relativa alla revisione della disciplina sull'accesso alla cittadinanza italiana è tornata nuovamente ad animare il dibattito politico del nostro Paese. E' ormai probabile che già in questa, o più verosimilmente nella prossima legislatura, le forze politiche avvieranno un confronto serio sulla necessità di svecchiare una normativa che si segnala per essere tra le più conservatrici in Europa e nel Mondo. Proprio rispetto a quest'ultima notazione sembra utile una breve riflessione, di natura comparatistica, tra le linee che ispirano l'architettura della cittadinanza italiana e quelle che invece caratterizzano esperienze a noi geograficamente vicine e, in generale, politicamente più significative... (segue)



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