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NUMERO 7 - 04/04/2012

 La parabola discendente di uno Stato. Cronaca della difficile crisi politica belga.

Il Belgio rappresenta una realtà statuale il cui assetto suscita interrogativi crescenti. Un conflitto sempre più serrato tra fiamminghi e valloni ha, come noto, generato una crisi di governo protrattasi per quasi due anni, con ripercussioni di tutto rilievo sulla stessa capacità di tenuta dell’assetto statuale, tale da far ritenere a molti ormai fallito l’ambizioso progetto politico che aveva portato alla nascita del modello federale a la belge. Difatti, se originariamente il sistema federale belga era sembrato idoneo a garantire forme pacifiche di convivenza tra le istanze autonomiste presenti sul territorio nazionale, nel tempo esso ha invece contribuito a polarizzare i rapporti tra i due principali gruppi linguistici, i quali hanno ricercato nel processo di decentramento non tanto un modello di coabitazione, quanto una via per una spartizione incruenta e su base territoriale dell’originario Stato unitario. I partiti tradizionali, pur conservando un rilevante peso politico, hanno subito i contraccolpi conseguenti alla repentina crescita dei partiti estremisti e xenofobi, a partire dall’individuazione dei temi da iscrivere nell’agenda politica nazionale. Queste considerazioni sembrano, da ultimo, trovare conferma negli avvenimenti che hanno segnato la vita politica ed istituzionale del Paese negli ultimi due anni. A partire dalla netta e drammatica spaccatura in due parti del Paese emersa dai risultati delle elezioni anticipate per il rinnovo del Parlamento federale del 2010: nella Regione fiamminga si è registrata la inattesa – e significativa – vittoria della Nuova Alleanza Fiamminga (N-VA) guidata da Bart de Wever, mentre nella Regione vallona è prevalso il partito socialista guidato dall’italo-belga Elio Di Rupo. La ripartizione dei seggi alla Camera dei Rappresentanti ha visto attribuire ai separatisti fiamminghi ben 27 seggi, mentre ai socialisti solo 26. I seggi rimanenti sono stati occupati da una miriade di partiti minori, la maggior parte dei quali ad espressione localistica. La necessità di dover ricorrere ad alleanze programmatiche in vista della formazione del Governo ha innescato un scontro politico dai toni drammatici, soprattutto in ragione delle profonde divergenze nei programmi dei due principali partiti: di stampo dichiaratamente secessionista quello del N-VA, maggiormente legato invece a visioni solidaristiche il programma dei socialisti francofoni... (segue)



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