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NUMERO 10 - 16/05/2012

 Politica e amministrazione: riflessioni a margine di un rapporto controverso

Le vicende del rapporto tra politica e amministrazione sono state contrassegnate dal lento, talvolta contraddittorio, ma progressivo riconoscimento, quanto meno sul piano formale, del ruolo decisionale della dirigenza amministrativa, attraverso la valorizzazione dell’autonomia gestionale della dirigenza stessa. E ciò una volta acquisita la consapevolezza, da un lato, del valore costituzionale dell’amministrazione (l’imparzialità di cui all’art. 97 Cost.) – stante il definitivo superamento dell’ormai datata distinzione tra “rami bassi” e “rami alti” del sistema istituzionale – e, dall’altro, del fatto che l’amministrazione, sebbene distinta dalla politica, comporta scelte e non è soltanto esecuzione. Di qui il farsi strada dell’idea che strumento essenziale del cambiamento sia una più chiara, seppur tendenziale, distinzione di ruoli fra organi di direzione politica e burocrazia, ferma restando, in ogni caso, la necessità di un raccordo funzionale tra indirizzo politico e gestione amministrativa, due sfere strettamente collegate ed interessate da dinamiche di continuo e reciproco condizionamento. Si tratta, in altre parole, di pervenire alla definizione di nuove regole nel­l’ambito del difficile e controverso rapporto tra politica e amministrazione; una vexata quaestio, ma sempre attuale, su cui si scaricano proprio le tensioni e le contraddizioni che sono a fondamento delle odierne democrazie: da un lato, il principio della democrazia rappresentativa, e, dall’altro, i principi di legalità, di uguaglianza dei cittadini e di imparzialità dell’ammi­nistrazione... (segue)



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