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NUMERO 24 - 19/12/2012

 I diritti sociali fra costituzioni nazionali e costituzionalismo europeo

Nella sua lenta formazione, il «diritto costituzionale comune europeo» evidenzia due fondamentali e distinte componenti. La prima – più immediata da cogliere – è data dalla idoneità del diritto dell’Unione europea a penetrare nei diritti positivi nazionali, con la diretta applicabilità e prevalenza delle sue disposizioni secondo una risalente giurisprudenza della Corte di giustizia delle comunità europee, fatta comunque salva l’eventuale confliggenza con i princìpi e i diritti fondamentali (soprattutto sociali) costituzionalmente garantiti dai singoli Stati. Sulla seconda ci soffermeremo più a lungo in seguito, sottolineando luci e ombre della tutela dei diritti fondamentali a livello di Unione europea, fra prospettive di una giurisprudenza di tipo pretorio e (persistenti) incertezze del processo di positivizzazione normativa degli stessi. Il più recente approdo di tale percorso è costituito dalla incorporazione materiale, nei nuovi trattati Ue, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, un documento politico che diviene ora strumento giuridico di più piena tutela degli stessi e, al contempo, vero e proprio Bill of rights materiale del costituzionalismo europeo contemporaneo... (segue)



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