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NUMERO 1 - 09/01/2013

 Verso la sesta riforma dello Stato in Belgio

Il Belgio rappresenta uno dei più importanti case studies del diritto costituzionale in particolar modo per le relazioni esistenti tra la dimensione politica ed i processi di trasformazione del suo ordinamento giuridico. L’evoluzione dell’ordinamento belga raccoglie infatti se non tutti, almeno gran parte dei sistemi costituzionali adottati oggi nel mondo occidentale. In 182 anni di storia nazionale, si è passati da una Monarchia di stampo liberale con tipo di Stato fortemente accentrato, ad uno Stato Regionale e Comunitario e poi Federale che ha progressivamente messo sullo sfondo la figura monarchica, pur sempre centrale nell’assetto valoriale del sistema politico-istituzionale. Il costituente belga ha saputo superare i momenti critici imposti da una realtà sociale altamente frazionata, ancorando la discontinuità politica al supremo valore dell’unità costituzionale. La realtà politico-istituzionale del Regno del Belgio si presenta come una rete particolarmente elastica di rapporti tra forze contrastanti in campo politico, sociale, economico, linguistico ed istituzionale. Lo strumento utilizzato dal costituente belga per far fronte ad elementi di rottura è stato quello del compromesso: si è deciso, volta per volta, sulla base di una struttura cooperativa, di dar vita a nuove modalità di convivenza sociale, senza rinnegare gli assetti già consolidati. E’ per tali motivi che il Belgio è stato considerato da Arend Lijphart come il più importante esempio di modello consociativo: a differenza del caso cecoslovacco, quello belga si è caratterizzato per la capacità del costituente prima, e del legislatore poi, di instaurare un modus convivendi tra due comunità separate da insanabili differenze linguistiche e culturali. Si tratta della comunità vallone, di lingua francese e della comunità fiamminga, legata invece all’orbita olandese. I maggiori costituzionalisti belgi (Delpérée, Uyttendaele e prima di loro il Professor Perin) individuano nella Capitale il collante unitario del Paese: Bruxelles si trova inglobata all’interno della Comunità fiamminga ma l’80% della popolazione è di lingua francese o comunque diversa dal neerlandese, la lingua dei fiamminghi. Sulla questione dell’appartenenza di Bruxelles all’una o all’altra comunità si regge pertanto il delicato equilibrio raggiunto in oltre quarant’anni di riforme dello Stato... (segue)



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