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NUMERO 2 - 23/01/2013

 Il giudizio di ottemperanza dopo il codice del processo amministrativo e i decreti correttivi

Nella ricerca di consonanze e discordanze fra l’attuale sistema processuale definito dal codice del processo amministrativo ed i precedenti, il giudizio di ottemperanza registra, nella riflessione dottrinale, una significativa ed essenziale condivisione: che, cioè, continua a costituire un procedimento speciale in quanto caratterizzato da elementi e forme speciali rispetto al modello processuale amministrativo ordinario. Questi sono individuabili nella tendenziale connotazione del concetto di “esecuzione” che si estende fino a coprire più di quanto la sentenza assicura, occupando un terreno, quello del merito, che al giudice della cognizione era precluso, nella tradizionale possibilità per il giudice dell’ottemperanza di sostituirsi all’amministrazione inadempiente al fine di compiere l’attività amministrativa dovuta. E proprio questi connotati di massima centralità e notevole espansione hanno generato l’opinione, largamente espressa in passato, del giudizio di ottemperanza come giudizio pieno, misto di elementi (minimi) di cognizione ed elementi (massimi) di esecuzione, dove i concetti di amministrazione-giurisdizione si sintetizzano fino a costituire un unicum e un continuum in funzione della piena soddisfazione delle posizioni giuridiche soggettive riconosciute dalla pronuncia in ottemperata... (segue)



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