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NUMERO 3 - 06/02/2013

 Le liste del MoVimento 5 Stelle: l’iperdemocrazia dei carneadi

Il voto del 24 e 25 febbraio coincide con l’esordio del MoVimento 5Stelle nell’arena elettorale nazionale. Finora la “non associazione” fondata e diretta da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio aveva preso parte soltanto a competizioni locali, presentandosi dapprima alle elezioni amministrative con varie “Liste Civiche a 5 Stelle” promosse dai Meetup cittadini, poi, dal 2009, con il simbolo del movimento nazionale. La formazione di Grillo ha conseguito i primi risultati di rilievo nel 2010, in occasione delle elezioni regionali di Emilia Romagna e Piemonte. Nel primo caso ha raccolto il 6% del voto di lista, facendo eleggere due consiglieri. Nel secondo il suo candidato alla presidenza ha ottenuto il 4%, punteggio considerato decisivo per l’affermazione del leghista Cota sull’esponente del centrosinistra Mercedes Bresso. Nel maggio 2011 il movimento ha poi partecipato alle elezioni amministrative in 75 dei 1177 comuni alle urne (e in 18 dei 23 capoluoghi di provincia coinvolti), conquistando complessivamente 53 seggi nei consigli comunali. Le performance migliori si sono registrate nelle aree metropolitane del centro-nord, con tre consiglieri eletti a Bologna e Rimini e due a Torino e Trieste. Il primo exploit elettorale si è però verificato nel maggio del 2012, quando Federico Pizzarotti ha prevalso sul Pd Bernazzoli nel ballottaggio per il Comune di Parma. Si è trattato, in realtà, di un successo tanto visibile mediaticamente quanto circoscritto politicamente. Nella stessa tornata elettorale il movimento è riuscito, infatti, a far eleggere solo altri tre sindaci, e in comuni medio-piccoli del nord Italia (Sarego, Comacchio e Mira)... (segue)



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