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NUMERO 3 - 06/02/2013

 Le liste di Rivoluzione Civile alla Camera e al Senato

Diversi sono gli elementi che caratterizzeranno le elezioni politiche del 2013, a cominciare dall’importanza che queste consultazioni elettorali rivestono per il futuro dell’Europa e, in particolare, dell’UE. Rileva innanzitutto il dato rappresentato da una campagna elettorale ristretta al dibattito e al confronto televisivo, in cui assume una rilevanza centrale il tema, classico, dell’abbassamento della pressione fiscale (si pensi all’IMU), mentre passano in secondo piano questioni di non minore importanza, come ad esempio i ristretti margini di manovra economica e finanziaria derivanti dal Fiscal Compact in cui il prossimo Governo dovrà agire per la realizzazione del proprio programma elettorale. Rispetto alle passate elezioni politiche, numerose sono inoltre le novità elettorali: basti pensare al debutto a livello nazionale del Movimento 5 Stelle (M5S) o all’esordio politico della formazione guidata dal giornalista Oscar Giannino “Fare per fermare i declino” (FilD). Accanto a queste, viene generalmente ricompresa la coalizione “Rivoluzione civile” di Antonio Ingroia. A ben vedere si tratta di una formazione, nata in vista degli appuntamenti elettorali del 24 e 25 febbraio (rinnovo del Parlamento nazionale ed elezioni regionali di Lazio, Lombardia e Molise), che da un lato comprende partiti quali l’Italia dei Valori-IdV (fortemente ridimensionata dagli scandali che hanno investito l’ex capogruppo del partito alla Regione Lazio Vincenzo Maruccio o lo stesso leader Antonio di Pietro), la Federazione dei Verdi, Rifondazione comunista-PRC e i Comunisti italiani-PdCI (questi ultimi due precedentemente alleati nella Federazione della Sinistra); dall’altro, gruppi e associazioni quali il “Movimento Arancione” del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e “La Rete 2018” dell’omologo palermitano Leoluca Orlando... (segue)



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