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NUMERO 7 - 03/04/2013

 Le elezioni politiche italiane del 2013 e lo spettro belga

I risultati delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 per il rinnovo del Parlamento italiano hanno determinato una impasse piuttosto critica, lasciando emergere in particolare la scarsa capacità del sistema elettorale di poter assicurare stabilità all'assetto istituzionale del Paese. Il Parlamento italiano è attualmente dominato da tre partiti – Pd, PdL e Movimento 5 Stelle – che rappresentano ciascuno un quarto dell'elettorato, più un quarto partito minoritario, Scelta Civica, che invece raggruppa i centristi e la destra finiana. Le tensioni esistenti tra i tre partiti dominanti, gli unici in grado di mettere in piedi una maggioranza di Governo, riducono le possibilità di formare un Esecutivo in tempi rapidi, mettendo così a rischio la stabilità delle istituzioni e la funzionalità della stessa macchina democratica. La situazione italiana ricorda per molti versi la recente crisi belga del 2010 – 2011, caratterizzata dall'assenza di un Governo per oltre diciotto mesi. Al di là delle ipotesi di “modello di non-Governo” prospettate dal M5S, è bene comunque analizzare le origini delle crisi in Italia e in Belgio al fine di far emergere gli elementi necessari per svolgere uno studio di tipo comparatistico. L'attuale sistema elettorale italiano, modificato in ultima istanza con la legge n. 270 del 21 dicembre 2005, cosiddetta “legge Calderoli” o “Porcellum”, prevede un sistema proporzionale con liste bloccate e premi di maggioranza da assegnarsi in maniera differente alla Camera e al Senato... (segue)



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