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NUMERO 10 - 15/05/2013

 La riforma dei regolamenti parlamentari: un obiettivo da non sottovalutare

Costituito il nuovo Governo e conclusa la lunga fase di avvio della XVII legislatura, l’attenzione si è ancora una volta concentrata sul tema delle riforme costituzionali. Sarebbe veramente imperdonabile se dovesse nuovamente trattarsi “Per le più che mature riforme della Seconda Parte della Costituzione” di un’altra “legislatura perduta”: E’ in questi giorni in corso l’approfondimento sulle modalità e gli obiettivi da assegnare all’ennesimo nuovo avvio del processo costituente. L’attenzione delle forze politiche potrebbe essere tuttavia preliminarmente e immediatamente rivolta ad una riforma istituzionale, da effettuare a costituzione invariata ma con effetti potenzialmente formidabili sulla forma di governo, tali da potere orientare la stessa riforma costituzionale. La riforma in questione è quella dei Regolamenti parlamentari, anch’essa evocata nelle sedi istituzionali nella XVI legislatura, ma rimasta inspiegabilmente al palo senza essere stata tra l’altro oggetto di alcun approfondito dibattito pubblico. Eppure l’impianto dei Regolamenti parlamentari è sostanzialmente fermo agli anni ’70, ad un’altra Italia, ad un altro sistema dei partiti, ad una diversa società civile, ad un ruolo delle autonomie regionali e locali assai più circoscritto, ad uno stadio di sviluppo dell’integrazione europea assolutamente non comparabile all’attuale... (segue)



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