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NUMERO 11 - 29/05/2013

 L’articolo 3 del Trattato sull’Unione e la politica economica europea

L’art. 3 TUE prevede, specie ai paragrafi 3-5, una prospettiva di politica economica di tipo solidale. Al riguardo si osserva che nelle costituzioni dei Paesi membri dell’Unione si può rilevare, quanto meno sul piano della struttura, una “macroripartizione” in due parti, una prima dedicata a diritti e libertà e una seconda all’organizzazione istituzionale. Nella prima di norma si registra, tra i valori fondanti dell’ordine costituzionale, anche il rilievo sociale dell’economia di mercato, cioè una visione dell’economia conciliabile con i principi e i valori tutelati dalla costituzione e in particolare con i diritti e le libertà della persona umana. I principi e i valori costituzionali, se letti dal punto di vista dei portatori dei diritti e delle libertà, le persone che formano la comunità sociale, e in quanto vincoli alle istituzioni e all’azione di governo, operano anche con riferimento al mercato, proprio per evitarne un’evoluzione in senso antipersonalista, contro i diritti dei deboli. È questa la funzione solidale dello Stato in economia, che la qualifica in senso sociale e non, per esempio, liberale. Le costituzioni democratiche contengono vincoli all’economia di mercato intesa come realtà preesistente ad esse, e non hanno la competenza di creare un mercato “artificiale”, come i modelli costituzionali dei paesi del socialismo reale, che oltretutto subordinano al mercato collettivista i diritti e le libertà individuali, senza conciliarlo con le aspirazioni dei singoli e con una visione orientata alla persona. L’esito di quei modelli è sotto gli occhi di tutti... (segue)



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