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NUMERO 15 - 24/07/2013

 Il divieto internazionale di tortura. Trattamenti inumani negli istituti penitenziari italiani

Nell’era moderna, si è soliti credere che la pratica della tortura sugli esseri umani sia un fenomeno del passato, una questione, cioè, che attiene a quei momenti della storia umana che vanno dimenticati, sepolti o rimossi dalla memoria. Allo stesso modo, si pensa che la tortura abbia avuto luogo solo in determinati posti, in certe epoche storiche, e su “particolari categorie di persone”, basti ricordare l’esperienza europea, risalente al XV secolo, della lotta alle streghe. Purtroppo, la realtà è ben diversa da quanto appena detto; sembrerà, quindi, difficile da accettare, ma oggi, in molte parti del mondo, e forse più che in altre epoche, la tortura è una pratica legalizzata. La tortura è parte integrante della società umana, di conseguenza lo è anche della legislazione degli Stati e della prassi giuridica dei vari paesi, la sua legittimazione (tortura intesa come reato e come pratica giuridicamente ammessa) ha inizio dal basso Medioevo è termina verso la fine del Settecento (dove si darà luogo ai primi interventi legislativi per vietarla), anche se la sua origine storica è molto più lontana; la tortura, infatti, veniva già praticata, anche se con modalità e per ragioni diverse, già in epoca classica. Nell’antichità greca e romana la tortura era intesa quale strumento giudiziario per estorcere... (segue)



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