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NUMERO 16 - 07/08/2013

 Dove va l’Egitto? Riflessioni su un “colpo di stato democratico'

Per inquadrare le recenti vicende costituzionali dell’Egitto è necessario ripercorrere, in alcune linee essenziali, la storia recente di quel Paese, con riferimento particolare ai tre protagonisti principali di quell’ordinamento – l’elite militare, l’Islam popolare e i giudici costituzionali – considerati nei loro complessi rapporti, irriducibili a una contrapposizione manichea tra “laici”, da una parte, e “islamisti”, dall’altra. I militari e i Fratelli musulmani sono i protagonisti della “rivoluzione” post-coloniale dell’Egitto, che si realizzò attraverso due colpi di Stato, che si svolgono secondo dinamiche in qualche misura riscontrabili anche negli eventi politici succedutisi in quel Paese a partire dai primi mesi del 2011. Il primo colpo di Stato è quello della deposizione del Re da parte degli “Ufficiali liberi”, nel luglio del 1952, seguita a circa un anno di distanza dalla proclamazione della Repubblica. Il leader riconosciuto era Gamal ‘Abdul Nasser, ma la guida fu affidata al generale Mohammad Naguib, figura di maggiore prestigio pubblico, di orientamento moderato e “liberale”. Al vertice del sistema venne collocato il Consiglio del Comando rivoluzionario (CCR), cui fu affidato il compito di riorganizzare il Paese sia sul piano economico che politico... (segue)



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