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NUMERO 17 - 28/08/2013

 La ricerca della “quadratura del cerchio” nella forma di governo regionale ad elezione diretta del presidente: considerazioni sulle (poco convincenti) soluzioni adottate dal nuovo Statuto del Veneto

Ad oltre un decennio di distanza dalla revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione (operata dalle ll. cost. n. 1/1999 e n. 3/2001), anche il Veneto – ultima delle Regioni ordinarie più importanti (e penultima in assoluto) a farlo – si è dotato di un nuovo Statuto, approvato dal Consiglio all’unanimità l’11 gennaio 2012 e adottato con l.r. statutaria 17 aprile 2012, n. 1. Esso è completato dalla nuova legge elettorale (l.r. 16 gennaio 2012, n. 5) – che costituisce una delle poche discipline regionali organiche in materia ed è stata approvata, nel rispetto dei principi fondamentali in materia fissati dalla l. 2 luglio 2004, n. 165, ancor prima della seconda deliberazione statutaria –, dal regolamento del Consiglio (rimaneggiato il 29 dicembre 2011, anch’esso prima ancora della definitiva approvazione del nuovo Statuto) e dalla legge sull’ordinamento e le attribuzioni della Giunta (l.r. 31 dicembre 2012, n. 54). In tema di forma di governo, la disciplina di cui sopra non si caratterizza – né probabilmente poteva caratterizzarsi – per la sua originalità, tanto rispetto alle caratteristiche della forma di governo “transitoria”, di cui all’art. 5 della l. cost. n. 1/1999, quanto riguardo alle soluzioni adottate dagli Statuti delle altre Regioni, già approvati... (segue)



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