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NUMERO 17 - 28/08/2013

 L'ordinamento speciale di Roma Capitale: un percorso ad ostacoli

Alla fine dello scorso anno, in virtù dei molteplici provvedimenti normativi adottati (principalmente dal Governo), era sembrato che l'intero assetto dei poteri locali stesse per mutare su diversi fronti (riordino delle Province, istituzione delle città metropolitane, nuovo ordinamento per Roma capitale, unioni di Comuni) ed invece, dapprima con la sopraggiunta legge di stabilità per il 2013 che ha sospeso l'applicazione del dl n.95/2012 e adesso con la recentissima pronuncia di illegittimità costituzionale dei decreti utilizzati per attuare le citate riforme e le relative conseguenze, è tutto sospeso o quasi. Con particolare riferimento a Roma e al suo ordinamento speciale il progetto è andato avanti comunque ed anzi, ad un anno esatto dall'approvazione del secondo decreto attuativo, ne è stato approvato un terzo (formalmente di tipo correttivo) che sembrerebbe aver definito e concluso il procedimento riformatore per Roma, sempre che non ne sopraggiungano altri e che la Regione Lazio adotti la legge regionale necessaria per completare l'opera. Se così dovesse essere, si sarebbe raggiunto un traguardo importante e finalmente anche Roma potrebbe avvalersi, al pari delle altre grandi capitali europee, di una disciplina differenziata, dettata ad hoc per una città Capitale, in grado di fornire gli strumenti necessari per risolvere le numerose problematiche che la attanagliano, per rispondere alle svariate istanze dei cittadini residenti e non, per far fronte ai tantissimi oneri che sulla stessa gravano, onde potenziarne ed avvalorarne il ruolo... (segue)



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