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NUMERO 18 - 11/09/2013

 Misura minima e composizione “equilibrata” delle giunte locali dopo la Legge n. 215 del 2012

La legge n. 215 del 2012, “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali….”, arriva dopo molti anni di attesa a colmare il vuoto normativo venutosi a creare a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 422 del 1995. Per comprendere quale sia l’impatto della nuova legge sul sistema delle pari opportunità di accesso alle cariche politiche negli enti locali occorre ripercorrere il travagliato cammino che, a partire dal 1993, ha contraddistinto la materia. Nella specie, la mancanza, a vari livelli, di una adeguata regolamentazione, di una “conformazione legislativa” dei principi costituzionali, ha visto protagonisti, nel tentativo di dare delle risposte e fissare dei punti fermi, ora il giudice costituzionale, ora quello amministrativo. Il primo nella misura in cui è stato chiamato a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di quelle disposizioni, nell’ambito della legislazione elettorale, statale e regionale, volte a favorire l’accesso delle donne alle cariche elettive; il secondo a seguito della impugnazione degli atti di nomina delle giunte, regionali e locali. Sugli atti di nomina delle giunte locali, la cui composizione è oggetto delle presenti riflessioni, si è formata da ultimo una copiosa giurisprudenza amministrativa, che si è peraltro conformata a quei principi che la Corte costituzionale è andata via via affermando... (segue)



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