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NUMERO 21 - 23/10/2013

 E' un enigma la democrazia o lo sono le nostre aspettative?

E’ un bel libro questo di Jan Werner Muller, “L’enigma democrazia. Le idee politiche nell’Europa del Novecento” (Einaudi, Torino, 2012) E’ anche difficile proporre una recensione, specie dopo quelle di Paolo Pombeni nel n. 2/2013 delle “Ricerche di storia politica” e quella di Michele Salvati sul Corsera del 6 settembre. Tuttavia la merita quanto meno per segnalare anche una possibile aporia interna, quasi che l’enigma non fosse la democrazia, ma il nostro sistema di aspettative verso la democrazia. Infatti sembra esservi uno scarto tra i giudizi di valore di tono più cupo che sono presenti nell’Introduzione secondo cui non vi sarebbe da “andare particolarmente fieri dell’ordinamento costituzionale assunto dall’Europa occidentale nel dopoguerra” e i giudizi di fatto molto equilibrati che si snodano nei vari capitoli e chi si concludono con una consapevolezza della democrazia come sistema dell’ “incertezza istituzionalizzata”. Sembra quasi che l’Autore si sia mosso da una visione di dover essere della democrazia, di natura massimalistica, ma che poi per strada abbia apprezzato la complessità irriducibilmente poliarchica dei nostri sistemi, dove il suffragio universale nel sottosistema politico è comunque bilanciato da altre realtà (le corti costituzionali, le istituzioni europee) e da altri sottosistemi. Salvati tenta di dare coerenza interna al testo, sostenendo che, in fondo, l’Autore ci richiama al fatto che non c’è un modello unico di democrazia, ma un conto è segnalare le diversità delle soluzioni, un altro è il tono dell’introduzione che sembra invece svalutare il principio dell’equilibrio, che è costitutivo di qualsiasi modello non giacobino... (segue)



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