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NUMERO 1 - 08/01/2014

  Una pericolosa rottamazione istituzionale

E' già stato evidenziato nei precedenti interventi il carattere, almeno apparentemente, schizofrenico delle riforme avviate dal Governo Letta. Da una parte, infatti, si avvia il procedimento di revisione della Costituzione per l'abolizione delle province e dall'altra si da inizio e si porta avanti il procedimento legislativo ordinario per la trasformazione delle province in enti elettivi di secondo grado. A prima impressione potrebbe ritenersi che la duplicità delle iniziative sia volta a precostituirsi delle alternative, una massimale ma raggiungibile in tempi più lunghi (la soppressione) e una minimale ma ottenibile in tempi più stretti (la trasformazione in enti elettivi di secondo grado), per l'ottenimento del medesimo obiettivo di taglio al costo della politica provinciale. Visto infatti che le funzioni già svolte dalle province dovranno comunque essere assegnate ad altri soggetti, l'abbattimento della spesa per presidenti e consiglieri provinciali (circa 150 milioni di euro) è l'unico risparmio certo anche per l'opzione abolizionista... (segue)



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