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NUMERO 3 - 05/02/2014

 Inquinamento elettromagnetico vs. diritto alla salute: il rimedio nell’approccio precauzionale

La crescita esponenziale del progresso tecnologico e scientifico ha fatto si che nel corso dei vari decenni ed, in particolar modo, negli ultimi anni, sia stato registrato un evidente incremento dei rischi derivanti dall’innovazione tecnologica. Tali minacce mettono a repentaglio sempre più la società attuale, nonché quella futura. Basti pensare ai pericoli ambientali più frequenti che ci circondano derivanti dal­l’impoverimento della biodiversità, dal rischio atomico e da quello dello smaltimento dei rifiuti nucleari, dal surriscaldamento atmosferico, dall’assottigliamento della fascia di ozono, dalla desertificazione, e così via. Eventi – questi ultimi – che spesso conducono a danni gravi e irreversibili – non prevedibili, sconosciuti e di conseguenza, incontrollabili – tanto per l’ambiente quanto per la salute dell’uomo.Sotto il profilo culturale, il principio di precauzione affonda le sue radici tra le pagine dell’opera che Hans Jonas dedica, nel 1979, al Prinzip Verantwortung. Jonas, fautore della dottrina naturalistica, intende raccomandare e affidare la gestione del pianeta ad un’elite di uomini di Stato ritenuti eticamente capaci di assumere le proprie responsabilità per le generazioni future. L’essere umano oggi vede costantemente minacciata la sua sopravvivenza da innumerevoli pericoli, ha paura per la sua vita attuale e per quella futura; pertanto, per ogni suo atto e decisione l’uomo dovrà opportunamente prendere in considerazione le relative conseguenze... (segue)



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