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NUMERO 6 - 19/03/2014

 La violazione del dovere di sinteticità degli atti e l’abuso del processo

La violazione del dovere di sinteticità degli atti, di cui all’art. 3, comma secondo. c. p. a., è una fattispecie di attentato al principio della ragionevole durata, che è una delle espressioni del principio del giusto processo, richiamato dall’art. 2, comma secondo, c. p. a. Essa costituisce una delle ipotesi comprese dal concetto di temerarietà della lite, da inquadrare, a sua volta, nella più generale nozione di abuso del processo inteso come esercizio dell’azione in forme eccedenti o devianti rispetto alla tutela attribuita dall’ordinamento. La violazione del dovere di sinteticità e, dunque, l’abuso del processo è ora sanzionato dall’art. 26, comma secondo, c. p. a., che introduce una misura sanzionatoria in aggiunta a quella indennitaria in virtù del richiamo, operato all’art. 26, comma primo, c. p. a., all’intero art. 96 c. p. c., e pertanto anche al comma terzo di detta norma, che divisa la fattispecie indennitaria madre, dunque cumulabile con una sanzione processuale pecuniaria... (segue)



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