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NUMERO 6 - 19/03/2014

 I servizi pubblici economici tra mercato e regolazione

La categoria dei servizi di interesse economico generale è nata e si è sviluppato nei Trattati europei per consentire una deroga alla concorrenza e riconoscere il ruolo degli Stati nella loro individuazione e delimitazione. Nel diritto derivato, invece, si è assistito, a partire dagli anni novanta del secolo scorso, alla loro attrazione nell’ambito di un mercato concorrenziale. Lo schema teorico attraverso cui si è riusciti nell’impresa – un tempo ritenuta impossibile – di applicare la concorrenza ai servizi pubblici economici, affonda le sue radici nel pensiero di autorevoli esponenti della Scuola di Vienna trasferitisi negli Stati Uniti. Lo schema (proposto da Littlechid) può essere sintetizzato nel modo seguente: a) la concorrenza può applicarsi anche ai servizi pubblici, considerati per natura un monopolio; b) a tal fine occorre dissociare la parte demaniale del servizio, la cosiddetta rete (la rete ferroviaria, la rete elettrica, la rete di distribuzione, ecc.) dalla gestione del servizio, aprendo la gestione alla concorrenza; c) la concorrenza nella gestione del servizio non può realizzarsi spontaneamente, ma occorre che sia costruita attraverso la produzione di regole, generali e individuali, perché la preesistenza di un monopolista inibisce l’immediata comparsa di concorrenti che possano competere in condizioni di parità. La concorrenza quindi viene prodotta tramite il diritto che artificialmente crea una condizione di parità tra i concorrenti che altrimenti non esisterebbe; d) proprio per assicurare questa parità ed evitare che l’ex monopolista pubblico possa essere in qualche modo favorito, le regole per realizzare un mercato concorrenziale non possono essere determinate da organi governativi, sulla base di criteri politici, con criteri diversi da quelli economici, ma va affidata a soggetti neutrali, le Autorità indipendenti, dotate di adeguati poteri di regolazione idonei a a realizzare, in modo artificiale la concorrenza. Questo schema ha avuto le prime applicazioni in alcuni Paesi, come il Regno Unito, ed è stato poi introdotto dalla Comunità europea che ha adottati una gran quantità di atti normativi diretti a introdurre la concorrenza nei servizi pubblici all’interno degli Stati ed a assorbire gli stessi nell’ambito del mercato interno... (segue)



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