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NUMERO 7 - 02/04/2014

 Bognetti filosofo del diritto (e dei diritti)

Nell’itinerario di Bognetti filosofo del diritto c’è un prima e c’è un dopo. Ovvero è come se Bognetti avesse fatto speculazione giusfilosofica all’inizio e poi soprattutto verso la fine della sua lunga carriera accademica e la sua militanza di studioso e di giurista. E quindi, avesse iniziato con la filosofia del diritto per poi concludere nella filosofia del diritto e dei diritti. Più avanti, mi proverò a chiarire quanto ora affermato. Partiamo dal principio. Il percorso accademico di Giovanni Bognetti inizia con la filosofia del diritto: fin dalla tesi di laurea, che discute nel 1953 alla Facoltà giuridica della “statale” di Milano con Renato Treves. Nel panorama della filosofia del diritto della seconda metà del Novecento, quella di Treves è una figura di grande rilievo, sia pure singolare. Allievo di Gioele Solari, studioso, tra l’altro, del saint-simonismo italiano e del diritto come relazione, Treves, dopo un periodo vissuto in Argentina, a Tucùman, per sfuggire alle leggi razziali, ritorna in Italia e nel 1949 viene chiamato nella Facoltà di giurisprudenza di Milano. Diventa l’ordinario di filosofia del diritto, sebbene i suoi interessi vanno sempre più convergendo verso la sociologia, complice anche il soggiorno argentino, per poi approdare definitivamente alla sociologia del diritto, materia che fonderà e insegnerà fino a fine carriera... (segue)



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