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NUMERO 8 - 16/04/2014

 Una riforma irragionevole?

Lo spirito del disegno di legge costituzionale, nella versione del 31 marzo 2014, appare fin dal suo complesso ed eterogeneo titolo: Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte seconda della Costituzione. Dopo trent’anni nei quali si è cercato di ipotizzare in modi diversi il superamento del bicameralismo paritario, una delle tante cause dell’immobilismo parlamentare e della perdita di centralità del nostro Parlamento, arriviamo a una proposta di modifica che mescola profili diversi, ma tutti incentrati sulla necessità di dimostrare una riduzione del “peso” delle istituzioni, sia in termini di numeri (dei parlamentari), sia in termini di costi (di funzionamento), sia in termini di soppressione di enti inutili (il CNEL). Così la scelta a mio avviso condivisibile per un Senato non elettivo, di secondo livello e rappresentativo delle Regioni e degli enti locali (ispirato in gran parte al modello tedesco), con una funzione di garanzia nel procedimento di revisione costituzionale e di prevenzione dei conflitti fra lo Stato e le Regioni rischia di essere soltanto uno, e forse uno dei meno rilevanti, degli obiettivi del legislatore costituzionale... (segue)



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