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NUMERO 10 - 14/05/2014

 Tra dimensione fattuale e suggestioni sopranazionali: il giudice al cospetto del biodiritto

Tema assai seducente – seppur ancora sdrucciolevole ed infido – quello del giudice innanzi agli scottanti “casi” variamente prospettati, ad ogni piè sospinto, dal biodiritto: inevitabilmente a partire dalla tradizionale e mai sopita questione della legittimazione (recte, ri-legittimazione) dell’opera di sutura svolta dalla giurisprudenza innanzi alle aspre critiche mosse dal legislatore sulla materia de qua. Tra le molte astrattamente possibili, la scelta preliminarmente di distinguere le esperienze, rispettivamente, della giurisdizione di merito e di quella di legittimità appare forse quella più realistica (se non più utile, ai ristretti fini del presente lavoro): solo partendo dalle notevoli differenze nell’indagine svolta dall’una, e dall’altra, delle magistrature considerate rispetto all’ineludibile “dimensione fattuale” del caso, difatti, si può successivamente tentare una non facile reductio ad unum di esperienze pure assai diverse tra di loro, grazie al costante riferimento alla giurisprudenza EDU ed eurounitaria, che fanno da onnipresente pendant ad un’indagine di questo tipo... (segue)



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