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NUMERO 11 - 28/05/2014

 Elezioni europee 2014: serve visione e speranza

 Come era prevedibile dopo il voto per il Parlamento europeo di domenica scorsa, e come conseguenza della campagna elettorale condotta praticamente da tutte le forze politiche in campo, si  sono formati almeno due schieramenti con riguardo al futuro dell’Europa:  dal punto di vista politico depressi (Hollande e Cameron) ed euforici (Renzi e Merkel), dal punto di vista dei commentatori ottimisti e pessimisti. Gli ottimisti (v. Intervista di Stigliz sulla Stampa di martedi 27) pensano che i risultati dei singoli Paesi abbiano fatto emergere una generale ondata di ribellione contro le politiche di austerita’, che sfociera’ in un cambio di marcia degli indirizzi politici futuri, che dovrebbe rendersi visibile a breve. I pessimisti (v l’intervista di Joschka Fischer sul Corriere della sera di martedi’ 27) ammettono che il voto di domenica è un voto anti-austerita, ma avvertono che le situazioni dei singoli Paesi restituiscono fotografie diverse e lacerate al proprio interno (Grecia, Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Svezia) che non garantiscono la tenuta di politiche nazionali univoche nei confronti della compagine europea... (segue)



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